Calcio


Il calcio è il minerale di gran lunga più abbondante nell'organismo umano, in un individuo di 70 Kg di peso, infatti, è contenuto circa 1 Kg di calcio. Il suo metabolismo è strettamente correlato a quello dei fosfati. Quasi tutto il calcio presente nell'organismo così come circa l'80% dei fosfati, si trova localizzato nel tessuto osseo, come fosfato di calcio inorganico, il quale oltre a rivestire una funzione meccanica, è sottoposto ad una notevole attività metabolica (Paratormone e Vitamina D) in conseguenza della quale vi è un continuo riassorbimento e deposito di sali di calcio, quindi in ultima analisi il tessuto osseo funge da serbatoio di calcio e contribuisce all'omeostasi del calcio e dei fosfati nei fluidi biologici. Nel plasma, in cui la concentrazione di calcio viene mantenuta entro limiti piuttosto ristretti, il calcio si trova per circa la metà legata alle proteine in forma non diffusibile, mentre la parte rimanente è quasi tutta in forma di calcio ionizzato (Ca++), con un 5-10% residuo di calcio complessato con citrati e fosfati. La frazione ionizzata del calcio è quella che riveste la maggiore importanza dal punto di vista funzionale, è infatti questa la frazione responsabile degli effetti eccitatori neuro-muscolari, nonché dei meccanismi di regolazione delle varie frazioni del calcio regolati attraverso la produzione del paratormone. Il calcio svolge numerose azioni metaboliche nell'organismo, è infatti implicato nella mineralizzazione delle ossa, nei processi della cascata coagulativa e nei fenomeni di eccitabilità neuro-muscolare. A livello intracellulare, inoltre, il calcio risulta implicato nell'attivazione neuronale, nella contrazione muscolare, nel controllo della secrezione e dell'azione di ormoni e fattori di crescita e nella regolazione della trascrizione genica e delle attività metaboliche cellulari. Un'ipercalcemia può presentarsi con i classici sintomi quali stanchezza, nausea e vomito, sete e poliuria, costipazione intestinale e disturbi psichici con confusione mentale e delirio che può progredire fino al coma per valori di calcemia molto elevati. La conseguenza maggiormente pericolosa di un'ipercalcemia prolungata nel tempo si può avere a carico del rene con insufficienza renale reversibile che progredisce fino a divenire irreversibile a causa del deposito di fosfati di calcio a livello tubulare con danno strutturale renale. L'ipercalcemia grave è anche associata con alterazioni elettrocardiografiche che possono manifestarsi con la presenza di aritmie cardiache. Alterazioni della calcemia con valori oltre una certa soglia possono condurre rapidamente ad insufficienza renale e shock che può evolvere fino al decesso. L'ipocalcemia è di frequente asintomatica, le manifestazioni cliniche che possono presentarsi sono perlopiù legate alle alterazioni di potenziale elettrico della membrana neuromuscolare, si può avere quindi la presenza di crampi muscolari che in casi di severa ipocalcemia (con valori meno di 7 mg/dl) può evolvere in tetania con spasmo laringeo e convulsioni generalizzate. L'ipocalcemia grave può anche causare alterazioni elettrocardiografiche che possono condurre da aritmie fino al blocco cardicao. Nell'ipocalcemia cronica è possibile osservare cute secca con aspetto a scaglie, unghie fragili e capelli ispessiti, inoltre, si può avere un'alterazione del metabolismo dei tessuti oculari che può condurre allo sviluppo di cataratta.

Il dosaggio del calcio si può effettuare sia su sangue che sulle urine delle 24 ore