Glicemia


Il glucosio è fondamentale per il metabolismo di qualsiasi tessuto dell’organismo e la sua concentrazione ematica (glicemia) è regolata in maniera puntuale dall’azione combinata di insulina e glucagone; si tratta di due ormoni con effetto rispettivamente ipo- ed iperglicemizzante, secreti dalle Isole di Langerhans del pancreas endocrino. In condizioni normali l’aumento della glicemia che avviene dopo un pasto stimola la sintesi e la secrezione di insulina da parte delle cellule ß delle Isole di Langerhans pancreatiche.

L’interazione fra questi ormoni permette quindi di mantenere le oscillazioni della glicemia in un ambito piuttosto ristretto. Alterazioni di questi meccanismi determinano un disordine metabolico che può concretizzarsi in una condizione di diabete. Vi sono più condizioni definibili diabete, brevemente, nel tipo I (diabete insulino-dipendente) il reperto principale è una distruzione autoimmune del tessuto insulare pancreatico con conseguente deficit assoluto nella produzione di insulina e talvolta con riscontro nel siero dei pazienti di autoanticorpi anti-insula pancreatica ed anti-insulina.
Nel diabete di tipo II (diabete insulino-indipendente) è presente, al contrario, una normale o spesso aumentata produzione di insulina, ma vi sono fenomeni di resistenza all’insulina stessa che ne antagonizzano l’azione. Esiste un’ulteriore forma, definita IGT (dall’inglese Impaired Glucose Tolerance, ridotta tolleranza al glucosio), secondo alcuni autori rappresenterebbe uno stato pre-diabetico ancora controllabile attraverso la dieta.
Da ricordare il fenomeno della glicosuria, presenza di glucosio nelle urine, che avviene quando il rene non è più in grado di rassorbire il glucosio eliminato nelle urine quando esso supera il valore soglia che normalmente è posto al valore di 180 mg/dl.

La diagnostica di laboratorio della glicemia prevede anche l’esecuzione di sue valutazioni dopo pasto o dopo somministrazione di glucosio con curve da carico