Fosforo (PO43-)


Nell'organismo adulto sono contenuti in media circa 600-650 grammi di fosfato, di cui almeno l'80% è localizzato nel tessuto osseo, di contro la frazione plasmatica dei fosfati è piuttosto ridotta ma, ciononostante, esplica diverse funzione biologiche di notevole rilevanza. Il fosforo, come estere fosforico di diversi composti organici entra in diverse tappe del metabolismo degli zuccheri, è fondamentale nei processi cellulari di immagazzinamento, trasferimento e liberazione di energia, è un costituente fondamentale degli acidi nucleici (DNA ed RNA) ed entra nella composizione dei fosfolipidi di membrana, indispensabili nella composizione delle membrane delle cellule. Di contro i fosfati inorganici, presenti nel plasma e quindi dosabili dal punto di vista analitico, giocano un ruolo fondamentale, insieme al calcio, nel metabolismo del tessuto osseo, essi contribuiscono inoltre al mantenimento dell'equilibrio acido-base e, quindi, del pH del sangue e risultano importanti nei processi di eliminazione degli ioni H+ per via urinaria, attraverso l'eliminazione di radicali fosfato. Un'iperfosfatemia si presenta perlopiù in maniera asintomatica, anche se calcificazioni a carico dei tessuti molli si verificano nei pazienti affetti da insufficienza renale con valori plasmatici di calcio e fosforo che si mantengono elevati per lungo tempo. Anche l'ipofosfatemia solitamente decorre in maniera asintomatica, in ogni caso un'ipofosfatemia cronica grave può determinare anoressia, debolezza muscolare, osteomalacia che può evolvere fino a rabdomiolisi, anemia emolitica, difetti di funzionalità piastrinica e nei casi estremi encefalopatia, coma e morte.

Il dosaggio del fosforo si può effettuare sia su sangue che sulle urine delle 24 ore